
Una protesta a Plaza de Mayo riapre il capitolo più sensibile della storia argentina —quello che nessuno vuole toccare.
Sabato, Plaza de Mayo ospiterà una manifestazione che rompe un tabù alto quanto l’obelisco: un movimento chiamato Fazzoletti Neri chiede la revisione dei processi contro ex militari e agenti condannati per i crimini degli anni ’70.
Il gruppo sostiene che la memoria ufficiale argentina sia una storia raccontata a metà, trasformata negli anni in un dogma politico e culturale. Secondo loro, centinaia di imputati furono vittime di una giustizia “militante” e di procedimenti infiniti. Quasi mille sarebbero morti in carcere.
Il punto non è difendere la dittatura. È contestare un monopolio narrativo che nessun governo —di destra, di sinistra o progressista— ha mai avuto il coraggio di mettere in discussione.
E quando a Plaza de Mayo arriva un nuovo simbolo —questa volta nero— significa che un pezzo della memoria nazionale sta cedendo.
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